Sessantaquattro passi sospesi nel vuoto, a cinquant’anni d’altezza: il nuovo ponte tibetano in Serra del Monte, nel cuore dell’Oltrepò Pavese, non è certo una passeggiata qualunque. Tra boschi fitti e colline che sembrano disegnate a mano, questa struttura si stende per settantametri sopra la valle Staffora, regalando un panorama che toglie il fiato a chi si spinge oltre il guardrail. Da metà maggio, curiosi e appassionati hanno iniziato a sfidare il senso di vertigine, trovando in quell’esperienza un mix di adrenalina e meraviglia che difficilmente si dimentica.
Un ponte sospeso nel verde: struttura e progetto
Il ponte tibetano misura circa 70 metri e si trova in una cornice davvero suggestiva, collegando i comuni di Cecima e Ponte Nizza. Fa parte del progetto Oltrepò SmartLand, sostenuto dalla Regione Lombardia e gestito dall’Unione Terre dei Malaspina, con l’obiettivo di spingere un turismo lento e attento, puntando a valorizzare un territorio ancora poco battuto ma ricco di bellezze naturali. La struttura sorge in località Serra del Monte, un punto strategico che domina uno degli orridi più affascinanti della Valle Staffora. Qui, tra pareti rocciose, corsi d’acqua e vegetazione fitta, il ponte non è solo un collegamento fisico, ma diventa un simbolo che unisce natura e comunità.
Posizionato a metà strada tra Cecima e Ponte Nizza, il ponte si inserisce in un percorso ad anello che attraversa alcuni degli angoli più belli della zona, come la frazione di San Ponzo e l’osservatorio astronomico di Cà del Monte. Questo lo rende un’attrazione turistica importante, capace di portare chi visita a scoprire il territorio e i suoi paesaggi senza rinunciare all’avventura all’aria aperta, ideale per gli appassionati di trekking e natura.
Come si attraversa il ponte: regole e percorso
Attraversare il ponte tibetano è gratis, ma ci sono regole precise per garantire la sicurezza. Per via delle oscillazioni naturali di queste strutture, possono salire al massimo dieci persone contemporaneamente, mantenendo almeno due metri di distanza l’una dall’altra. Così si evita che il ponte si muova troppo e si rende la camminata più stabile e piacevole. Il ponte è aperto solo stagionalmente, dalle 8 del mattino fino al tramonto, dal 16 marzo al 14 novembre. Di notte o fuori stagione non si può percorrere: la visita è pensata per la luce naturale, che permette di godere appieno del panorama sulla valle.
L’accesso non è diretto: non si arriva in auto o con navette fino al ponte. Bisogna raggiungerlo a piedi attraverso un sentiero ad anello che parte da Cecima. Il percorso passa per punti di interesse come San Ponzo, famosa per le sue grotte, e arriva fino all’osservatorio astronomico di Cà del Monte, un luogo unico per osservare il cielo stellato, cosa rara soprattutto in pianura. Qui il sentiero si divide, offrendo diverse opzioni per il ritorno, passando per Cascina Rossago o tornando verso Cecima. Il dislivello è contenuto, il terreno principalmente naturale e la difficoltà adatta a tutti, senza bisogno di esperienza alpinistica. In tutto, il giro dura circa tre ore, soste comprese.
Arrivare al ponte e qualche consiglio per la visita
Il ponte si trova nella Valle Staffora, in una zona dove Piemonte, Liguria e Lombardia si incontrano. Partendo da Pavia, si guida verso Voghera per circa un’ora, con possibili rallentamenti nel weekend per il traffico. Da Voghera si prosegue verso Cecima e Ponte Nizza, con la possibilità di fare una sosta a Varzi, borgo accogliente ideale per una pausa prima o dopo la camminata.
I parcheggi vicino al punto di partenza sono limitati, soprattutto nei fine settimana più affollati. Meglio arrivare presto o prevedere di lasciare l’auto un po’ più lontano e fare una breve camminata fino al sentiero. Per chi non conosce bene la zona, è consigliabile indossare scarpe comode e abbigliamento adatto, perché il sentiero è naturale e può presentare tratti umidi o irregolari. La mobilità sostenibile resta un tema chiave per valorizzare questo angolo di natura, offrendo ai visitatori un’esperienza lontana dai soliti circuiti turistici.
Il nuovo ponte tibetano di Serra del Monte si conferma così come un’occasione per riscoprire la Valle Staffora con una camminata emozionante e panorami rari; un invito a mescolare natura, storia locale e turismo intelligente.
