Castello di Tarasp: la fortezza asburgica tra le Alpi svizzere diventa un gioiello artistico della Bassa Engadina

Redazione

23 Maggio 2026

Il Castello di Tarasp si erge su uno sperone roccioso, come un guardiano silenzioso della Bassa Engadina. Nel cuore del Canton Grigioni, questa fortezza medievale domina il paesaggio alpino, intrecciando la sua storia millenaria con il piccolo borgo che le fa da corona. Qui, il tempo sembra essersi fermato, ma non è solo un museo a cielo aperto. Dal 2016, grazie a Not Vital, artista di fama internazionale nato proprio in questa terra, il castello ha cambiato volto. Oggi è una galleria pulsante, dove l’antico e il contemporaneo si incontrano senza confini, creando un dialogo sorprendente tra architettura, mobili d’epoca e opere d’arte moderne.

Dalla fortezza medievale all’enclave asburgica nel cuore della Svizzera

Il castello nasce nel 1040, quando i signori di Tarasp arrivarono in Engadina dal Lago di Como. Ben presto la roccaforte diventò un punto chiave per il controllo del territorio. Nel 1239 passò ai conti del Tirolo e, dal 1646, fu sede di una contea asburgica. Per oltre un secolo, Tarasp fu un’isola austriaca in mezzo alla Svizzera, un dettaglio poco comune nella storia delle Alpi.

Rimase sotto il controllo degli Asburgo fino al 1803, quando Napoleone e i suoi accordi politici portarono il castello a far parte della neonata Repubblica Elvetica. Da allora, tra cambi di proprietà e incuria, la fortezza cadde lentamente in rovina, rischiando di sparire del tutto all’inizio del Novecento.

La svolta arrivò con Karl August Lingner, industriale tedesco noto per aver inventato il collutorio Odol. Durante una cura a Vulpera, vicino a Tarasp, si innamorò del castello, lo acquistò e lo restaurò con cura, riportandolo agli antichi splendori. Arredò gli interni con mobili d’epoca e boiserie provenienti da dimore nobili del Tirolo e della zona. Il lavoro di restauro continuò anche sotto la proprietà dei granduchi d’Assia, fino a quando, nel marzo 2016, il castello passò nelle mani di Not Vital.

Un museo d’arte dentro un castello: quando il passato incontra il presente

Da quando Not Vital ha preso in mano le redini, il castello si è trasformato in una galleria d’arte contemporanea a cielo aperto. Le sue sale ospitano una collezione permanente ricca e variegata: sculture, installazioni, opere d’avanguardia accostate a ceramiche orientali e trofei di caccia in bronzo. Il contrasto tra le stanze medievali, gli arredi storici e le opere contemporanee è sorprendente. Tra i pezzi più noti, lavori su carta di Joseph Beuys e litografie di Piero Manzoni.

Ma l’impronta di Not Vital va oltre le mura di Tarasp. Ha creato altri luoghi d’arte in Engadina, come il parco di sculture Parkin a Sent e la storica casa Planta ad Ardez. Nei giardini attorno al castello spiccano installazioni che si fondono con il paesaggio alpino: la mastodontica testa di cammello in acciaio inox chiamata Camel, la scultura Tongue, una lingua verticale, e la House to Watch the Sunset, una struttura pensata per ammirare il tramonto in tutta tranquillità.

Un’attrazione speciale è la sala della musica, sistemata nell’ex armeria. Qui si trova un organo Jehmlich, messo a punto nel 1916 da Lingner. Con le sue 3.000 canne, è il più grande organo privato d’Europa e un prezioso ricordo della tradizione musicale legata al castello.

Come arrivare e visitare il castello di Tarasp

Il castello si trova nel villaggio di Tarasp, parte del comune di Scuol, nella Svizzera orientale, nel Canton Grigioni. Arrivare in auto è semplice: basta seguire le strade cantonali che portano alla Bassa Engadina. Chi preferisce i mezzi pubblici può usare la Ferrovia Retica, che collega la stazione di Scuol-Tarasp con le località della zona. Dalla stazione, gli autobus locali portano vicino al castello.

L’ultimo pezzo di strada va fatto a piedi. Dal parcheggio di Sparsels o dalla fermata dell’autobus di Fontana parte un sentiero in salita che, in venti minuti, conduce all’ingresso. L’accesso è possibile solo con visite guidate, quindi è meglio prenotare in anticipo. Le guide parlano tedesco, ma sono disponibili audioguide gratuite in italiano, inglese e francese, per rendere la visita accessibile a tutti.

Visitare il Castello di Tarasp significa immergersi in un luogo carico di storia e fascino, scoprendo al contempo un progetto culturale originale che mescola tradizione e sperimentazione artistica nel cuore delle Alpi svizzere.

Change privacy settings
×