Un’aquila plana alta nel cielo terso, mentre ai piedi delle rocce uno stambecco si muove con passo sicuro. È questo il volto autentico delle Alpi Marittime, un angolo di Piemonte dove la montagna incontra la carezza del Mediterraneo. Non serve affrontare scalate estreme per sentire il richiamo di questi luoghi: basta perdersi tra sentieri che raccontano storie antiche e respirare un’aria che sa ancora di selvatico. Qui, la natura regna sovrana, e chi la attraversa è un ospite rispettoso, chiamato a osservare, ascoltare, comprendere.
Dalle riserve reali al parco naturale: la storia delle Alpi Marittime
La storia del parco naturale delle Alpi Marittime parte da lontano, nel 1857, quando Vittorio Emanuele II scelse queste valli come riserva reale di caccia per proteggere la fauna e i boschi. I Savoia frequentarono queste montagne, lasciando dietro di sé testimonianze come le palazzine di caccia e una rete di mulattiere. Un passo decisivo fu la reintroduzione dello stambecco, proveniente dal Gran Paradiso, che ha salvato questa specie dal rischio di estinzione e oggi è un simbolo del parco.
Con il tempo, l’area ha visto una crescente tutela: nel 1980 è nato il Parco Naturale dell’Argentera, poi nel 1995 è arrivata la denominazione ufficiale di Parco Naturale delle Alpi Marittime. Il territorio si estende lungo l’alta Valle Gesso, la Valle Gesso della Valletta e i valloni della Valletta e del Reduc in Valle Stura di Demonte, abbracciando comuni come Aisone, Entracque, Roaschia, Valdieri e Vernante. Qui svettano cime imponenti, tra cui il Monte Argentera, che supera i 3.200 metri.
Particolarmente interessante è il confine sud-est, dove per 35 chilometri il parco si affianca al Parc National du Mercantour francese. Questi due parchi, gemellati dal 1987, formano insieme una delle più grandi aree protette d’Europa, con oltre centomila ettari di superficie.
Raggiungere il parco è semplice: da Cuneo si segue la statale 20 fino a Borgo San Dalmazzo, poi si prosegue nelle vallate principali; da Imperia si passa per la statale 28 e il Colle di Nava. Da Torino si arriva in circa un’ora e mezza, il tempo giusto per staccare dalla città e immergersi in un ambiente ancora genuino e poco affollato.
Estate in Alpi Marittime: fiori, animali e paesaggi
Con l’estate, il parco si accende di colori. I pascoli si ricoprono di fiori vivaci, tra il verde intenso dei prati. I laghi glaciali brillano con acque limpide e azzurre, riflettendo le montagne intorno e regalando scorci da cartolina.
La fauna è un altro punto di forza: oltre 4.000 camosci si spostano liberi tra boschi e rocce, spesso facili da avvistare lungo i sentieri. Lo stambecco, reintrodotto dai Savoia, conta circa 500 esemplari e preferisce i canaloni sopra i 2.000 metri. Cervi e caprioli si aggirano tra i boschi, mentre nelle zone più isolate si trovano tracce di lupo, che è tornato a stabilirsi qui alla fine degli anni ’90, riportando equilibrio all’ecosistema.
Chi ama muoversi all’aria aperta trova terreno fertile per il trekking, con circa 400 chilometri di sentieri segnalati. Tra mulattiere antiche, vie storiche usate per il commercio del sale o da militari durante le guerre mondiali, il cammino si snoda tra boschi di conifere, prati e pietraie ripide.
Non mancano nemmeno le occasioni per la mountain bike, soprattutto sulle strade sterrate che collegano fondovalle e rifugi. Gli appassionati di arrampicata trovano il loro regno attorno al massiccio dell’Argentera, con pareti di varie difficoltà.
Tre escursioni estive per scoprire le Alpi Marittime
Tra gli itinerari più frequentati, quello da Terme di Valdieri al Pian del Valasco è un classico. Sono sette chilometri e mezzo, con circa 400 metri di dislivello, su una strada militare degli anni Trenta. Si cammina lungo il fiume Valasco, tra boschi di larici e rododendri, fino al Rifugio Valasco, ospitato nella storica Real Casa di Caccia dei Savoia, oggi completamente restaurata. Un percorso adatto a famiglie e a chi cerca una camminata senza troppe difficoltà, tra natura e storia.
Per chi vuole mettersi alla prova, i Laghi di Fremamorta sono una tappa da non perdere. Quattro laghi glaciali a oltre 2.600 metri offrono panorami mozzafiato con il Monte Argentera che si specchia nelle acque. Il sentiero attraversa boschi, morene e pascoli fioriti, con la viola argenteria tra i fiori tipici. Prima di raggiungere la conca dei laghi, si passa dal Rifugio Emilio Questa, a 2.386 metri. Qui servono una buona preparazione e l’attrezzatura giusta per affrontare un terreno spesso impegnativo.
Infine, per chi cerca tranquillità e paesaggi più selvaggi, c’è la salita da Sant’Anna di Valdieri al Rifugio Livio Bianco. La mulattiera storica della valle Meris sale ripida fino al lago sottano della Sella, a 1.910 metri. In circa tre ore si attraversano boschi di larici e rododendri in un’atmosfera di solitudine che piace agli escursionisti esperti. Dal rifugio si possono poi raggiungere vette imponenti come il Monte Matto , la Rocca di Valmiana e la Rocca della Paur , sfide per chi vuole andare oltre la semplice escursione.
Questi sentieri raccontano una terra dove la natura e la storia si intrecciano, mantenendo viva la memoria di tempi lontani e l’armonia possibile tra uomo e ambiente nelle Alpi Marittime, un tesoro autentico delle montagne italiane.
