Quando si parla di innovazione in campo farmaceutico, i numeri dicono molto. Chiesi, il gruppo parmense a conduzione familiare, ha deciso di investire 885 milioni di euro nel 2024, quasi un quarto del suo fatturato. Una mossa che non lascia spazio a dubbi: la ricerca è al centro della sua strategia.
Non si tratta solo di cifre, ma di un impegno concreto verso ospedali, laboratori e nuove frontiere della medicina. L’azienda punta su tutto: dalle nuove molecole alle tecnologie digitali per la salute, fino alla sperimentazione clinica. Un investimento che racconta la volontà di non fermarsi mai, di continuare a rinnovare un catalogo di soluzioni che guardano al futuro.
Chiesi, da piccola realtà parmense a protagonista globale
Fondata a Parma nel 1935, Chiesi è partita come una piccola impresa italiana, ma oggi è uno dei nomi di spicco nella biofarmaceutica mondiale. Pur mantenendo un legame saldo con il territorio emiliano, il gruppo è presente in più di 30 Paesi. Le sue vendite si concentrano soprattutto in Europa, Nord America e Asia, dove ha investito in impianti produttivi e centri di ricerca.
Il modello di business di Chiesi unisce ricerca, produzione e vendita in un sistema integrato. In questo contesto, la spesa per la ricerca non è un costo, ma un volano per crescere. Il gruppo punta a consolidare il suo ruolo di riferimento nei trattamenti per patologie respiratorie, malattie rare e condizioni croniche, settori in cui ha già fatto passi avanti importanti. Innovare costantemente richiede risorse ingenti, adatte alla complessità della ricerca farmaceutica moderna.
Dove vanno i 885 milioni: terapia e tecnologia in primo piano
I 885 milioni investiti nel 2024 si distribuiscono su diversi fronti. Gran parte è stata destinata allo sviluppo di nuove molecole e al miglioramento di quelle esistenti, per aumentare efficacia e sicurezza delle cure. Una quota significativa è stata impiegata per introdurre tecnologie digitali in campo clinico, con l’obiettivo di personalizzare i trattamenti e migliorare la vita dei pazienti.
La sperimentazione clinica resta un passaggio fondamentale per portare nuovi farmaci sul mercato. Chiesi collabora con numerosi ospedali e centri di ricerca, coinvolgendo migliaia di pazienti nel mondo. L’attenzione è particolarmente rivolta a malattie respiratorie come l’asma e la bronchopneumopatia cronica ostruttiva , dove l’azienda ha già ottenuto risultati significativi.
Ricerca e fatturato: la scommessa sul futuro di Chiesi
Mettere da parte quasi un quarto del fatturato per la ricerca vuol dire scegliere di puntare sul lungo termine, più che sui guadagni immediati. Questo approccio sta già dando i suoi frutti, con ricavi in crescita grazie a prodotti innovativi che incontrano il favore del mercato. Anche l’occupazione ne beneficia, con un aumento di personale qualificato, soprattutto ricercatori e professionisti sanitari.
Il 2024 si conferma così un anno chiave per Chiesi. Investire così tanto in ricerca permette all’azienda di mantenere una posizione di rilievo a livello globale. L’obiettivo è chiaro: trasformare in nuovi farmaci e soluzioni cliniche i risultati dei laboratori, creando valore per pazienti e sistema sanitario. Un impegno costante che rafforza Chiesi come una delle eccellenze italiane nel settore biofarmaceutico.
