Convegno su insicurezza urbana a Torino: il Dipartimento di Pubblica Sicurezza chiarisce sul caso Vannacci e Fsp

Redazione

8 Settembre 2026

«L’insicurezza urbana non è un problema che si può ignorare», ha detto un rappresentante del sindacato Fsp, annunciando l’evento in programma a Torino il 18 settembre 2024. Ma proprio questa data si è trasformata in un terreno di scontro politico. Non sono tanto i contenuti a far discutere, quanto il modo in cui l’iniziativa è stata gestita e il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche. Il Dipartimento della pubblica sicurezza è dovuto intervenire per mettere ordine, mentre parlamentari di diversi partiti hanno sollevato dubbi e presentato interrogazioni. Nel mezzo, cresce la richiesta di trasparenza: cosa si nasconde dietro questo appuntamento che riguarda la sicurezza dei cittadini e la formazione delle forze dell’ordine? Le tensioni sono palpabili, e il dibattito si fa sempre più acceso.

Il Dipartimento: “È solo un’iniziativa sindacale, niente riconoscimenti ufficiali”

Il Dipartimento della pubblica sicurezza ha voluto togliere ogni dubbio sull’incontro promosso dalla Federazione Sindacale di Polizia . In una nota ufficiale ha precisato che si tratta esclusivamente di un evento sindacale, senza alcun riconoscimento come aggiornamento professionale per gli agenti della Polizia di Stato. Inoltre, ha sottolineato che il Questore di Torino non parteciperà all’iniziativa.

Questi chiarimenti arrivano dopo la denuncia del sindacato Silp Cgil, che aveva segnalato la possibilità che ai partecipanti fosse concesso l’esonero dal servizio per seguire il convegno. L’assenza del Questore è un elemento chiave: la massima autorità di polizia in città non è coinvolta, smentendo così l’idea che si tratti di un corso istituzionale. Il Dipartimento ha ribadito che l’evento è un momento di confronto interno al sindacato, senza implicazioni per la formazione obbligatoria prevista per il personale.

Il nodo più delicato resta però l’esonero dal servizio, che secondo Silp Cgil sarebbe stato concesso ai partecipanti. Se fosse vero, questo solleverebbe problemi sull’uso delle risorse umane e sulle procedure interne, creando tensioni anche tra i sindacati. Al momento, il Dipartimento non ha né confermato né smentito, lasciando aperto il confronto, che ora si sposta sul piano politico.

Rossomando: “Serve un’indagine chiara dal ministro Piantedosi”

Anna Rossomando, vicepresidente del Senato e esponente del Partito Democratico, ha espresso critiche nette sull’evento e sulle sue modalità. Per lei, più che una formazione, si tratta di un’iniziativa a carattere politico. Il problema, ha spiegato, è proprio nel fatto che l’incontro venga presentato come formazione ufficiale, con tanto di esonero dal servizio per gli agenti.

Rossomando ha annunciato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere spiegazioni e capire perché questo evento sia stato inserito tra le attività formative ufficiali. Nella richiesta saranno chieste anche informazioni sui benefici eventualmente concessi agli agenti coinvolti.

Dietro la vicenda si apre un tema più ampio: dove passa il confine tra attività sindacale, politica e formazione nelle forze di polizia. Rossomando insiste che questo confine vada rispettato con rigore, per non mettere a rischio la trasparenza e la credibilità delle istituzioni e delle strutture di sicurezza.

Fratoianni: “Inaccettabile l’ufficializzazione e il ruolo politico di Vannacci”

Anche Nicola Fratoianni, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha duramente criticato la gestione dell’evento e la sua possibile ufficializzazione come parte del percorso formativo della polizia. Ha parlato di una situazione “oltre ogni limite”, mettendo in discussione sia l’assegnazione di crediti formativi sia il possibile coinvolgimento di figure istituzionali, anche se quest’ultimo punto era già stato escluso dal Dipartimento.

Il deputato ha chiesto al ministro Piantedosi di chiarire quale valore abbia, all’interno della formazione della Polizia di Stato, quanto proposto dall’europarlamentare Roberto Vannacci, ospite dell’incontro. Vuole mettere in discussione l’attendibilità e l’utilità di una formazione che prende spunto da contenuti politici piuttosto che da materie tecniche e operative.

Fratoianni spinge per capire come si garantisca la qualità del percorso formativo e per evitare che iniziative politiche interferiscano con gli obblighi di professionalità che spettano agli agenti. Il dibattito, insomma, non si chiuderà il 18 settembre, ma continuerà a tenere banco nel confronto nazionale sulla sicurezza urbana e sul ruolo della polizia in Italia.

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