Nuburu ottiene l’ok all’acquisizione di Tekne: nuovi sistemi laser anti-drone e subacquei da Ortona

Redazione

6 Agosto 2026

Nel cuore di Ortona, un raggio laser sta cambiando le regole del gioco. Al Centro tecnologico locale, si sviluppano sistemi in grado di fermare droni in volo e di scrutare gli abissi marini per scovare oggetti nascosti. Non è solo una questione di innovazione: è sicurezza pura, un confine sottile tra controllo militare e protezione civile. Negli ultimi mesi, questa sfida ha preso slancio, mettendo Ortona al centro di un interesse che supera i confini regionali.

Ortona, un hub strategico per la difesa hi-tech

Nel cuore dell’Abruzzo, il Centro tecnologico di Ortona si conferma un punto di riferimento nella ricerca applicata alla difesa, specializzato in soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Al centro dell’attenzione ci sono i sistemi laser, che sfruttano fasci di luce concentrata per interferire con i droni, quei velivoli senza pilota spesso impiegati anche per scopi illeciti. Questi sistemi non solo bloccano i droni in volo, ma possono danneggiare componenti sensibili o costringere gli operatori a interrompere la missione da remoto.

Il centro collabora con enti militari e aziende del settore, sviluppando prototipi e testandoli in ambienti sofisticati. La posizione favorevole permette di utilizzare spazi aperti per le prove di volo e i test subacquei, oltre a contare su personale tecnico altamente specializzato. Nel 2024, fondi pubblici mirati hanno potenziato la ricerca sulle tecnologie laser antisommergibili.

Laser contro droni: come funziona e dove si usa

I droni sono una sfida crescente per la sicurezza, visto il loro uso sia civile sia militare, spesso per spionaggio, trasporto illecito o minacce terroristiche. Il Centro tecnologico di Ortona mette a punto sistemi laser in grado di scovare, inseguire e neutralizzare i droni a distanza. Questi dispositivi combinano radar, telecamere ad alta risoluzione e moduli laser che disabilitano sensori o componenti elettronici.

Le applicazioni sono pensate per aeroporti, basi militari e infrastrutture critiche. Un sistema laser affidabile riduce i rischi in situazioni complesse, limitando l’intervento diretto e velocizzando la risposta. I prototipi testati nel 2024 hanno dimostrato ottime prestazioni, anche in condizioni meteorologiche difficili. Si lavora inoltre per integrare controlli remoti e automatizzati, così da ridurre errori nelle missioni di sicurezza.

Il laser scende in profondità per sorvegliare i fondali

Non meno importante è il lavoro sul fronte subacqueo, dove Ortona applica la tecnologia laser per individuare piccoli oggetti sommersi. Questi strumenti permettono rilievi precisi, fondamentali per monitorare i fondali vicino alle coste o per ispezionare infrastrutture sommerse come tubazioni e reti elettriche.

Tra le novità più interessanti ci sono i laser vibrometer, capaci di rilevare anche i minimi movimenti degli oggetti sotto acqua, utili per segnalare intrusioni o accumuli pericolosi. Lo sviluppo si concentra anche sull’adattamento degli strumenti a condizioni variabili di profondità, salinità e turbolenza. Sul campo, questi sistemi supportano la sicurezza portuale, la tutela ambientale e operazioni di soccorso o disinnesco ordigni.

I test condotti nel primo semestre del 2024 lungo la costa abruzzese hanno confermato l’efficacia delle tecnologie, aprendo la strada a usi futuri sia militari sia civili, dalla protezione delle riserve marine al controllo delle infrastrutture strategiche. L’aspetto innovativo sta nella compattezza e nella possibilità di impiego da piattaforme mobili, che permettono interventi rapidi su vaste aree marine.

Con questi sviluppi, il Centro tecnologico di Ortona si afferma come un punto di riferimento in Italia per le soluzioni laser applicate alla sicurezza, un equilibrio tra innovazione e protezione per rispondere alle sfide del presente con strumenti all’avanguardia.

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