encefalite da zecca (TBE) e la Malattia di Lyme sono tornate al centro dell’attenzione sanitaria in Italia, con un aumento dei casi e ricoveri segnalati soprattutto nel Nord-Est e un decesso registrato nel Bellunese. Il quadro locale ha spinto le autorità sanitarie a sottolineare la necessità di misure preventive e, nelle aree a rischio per la TBE, di valutare la vaccinazione.
Il cambiamento climatico ha allungato il periodo di attività di questi parassiti, che oggi restano attivi dall’inizio della primavera fino all’autunno inoltrato e si trovano sempre più spesso anche in aree urbane e a quote elevate. In questo contesto la rapidità nell’intervento dopo un morso può fare la differenza: zecche in Italia vengono incontrate più di frequente durante escursioni, nelle aree verdi e anche nei giardini periurbani.
Malattie trasmesse e tempi di trasmissione
Le due infezioni più rilevanti in Italia sono la Malattia di Lyme, causata dal batterio del genere Borrelia, e la encefalite da zecca (TBE), dovuta a un virus che può colpire il sistema nervoso centrale. Per la borreliosi il rischio di trasmissione aumenta in modo significativo se la zecca rimane attaccata per almeno 24–36 ore, motivo per cui una rimozione tempestiva riduce la probabilità d’infezione. La TBE, invece, può essere trasmessa anche molto rapidamente dopo il morso e per questo è disponibile un vaccino raccomandato nelle aree endemiche del Nord-Est.
Altre infezioni citate in ambito nazionale includono rickettsiosi e anaplasmosi. Negli ultimi anni è stata inoltre descritta la sindrome Alfa-Gal, una rara allergia alla carne rossa che può insorgere dopo il morso di alcune specie di zecche; si tratta però di un fenomeno meno frequente rispetto a Lyme e TBE.
Come rimuovere la zecca e cosa evitare
Le indicazioni operative fornite dall’Istituto Superiore di Sanità sono chiare e semplici: usare una pinzetta a punte sottili o un estrattore specifico, afferrare il parassita il più vicino possibile alla pelle evitando di comprimere l’addome e tirare lentamente verso l’alto con un movimento continuo e delicato. Dopo la rimozione è opportuno disinfettare la zona con un antisettico e lavare accuratamente le mani; annotare la data del morso aiuta il medico in caso di successive manifestazioni.
Al contrario, vanno evitati rimedi casalinghi che possono peggiorare la situazione: non applicare olio, alcol, acetone, vaselina né avvicinare fonti di calore che possano stressare la zecca e indurla a rigurgitare materiale potenzialmente infetto. È inoltre importante non schiacciare il corpo della zecca durante la rimozione e non assumere antibiotici senza valutazione medica: la profilassi antibiotica non è raccomandata di routine e deve essere decisa dal medico quando appropriata.
Segni da osservare, quando consultare il medico e misure preventive
Dopo la rimozione la zona del morso andrebbe osservata per circa 30 giorni. È necessario rivolgersi al medico se compare una macchia rossa che tende ad allargarsi (eritema migrante), febbre, forte mal di testa, dolori muscolari o articolari, stanchezza intensa, linfonodi ingrossati o sintomi neurologici come rigidità del collo. Una diagnosi precoce della Malattia di Lyme consente nella maggior parte dei casi una terapia antibiotica efficace; per la encefalite da zecca (TBE) non esiste una terapia antivirale specifica, per cui la prevenzione rimane centrale.
Le misure pratiche per ridurre l’esposizione sono semplici e già raccomandate: indossare pantaloni lunghi durante le escursioni, infilare i pantaloni nei calzettoni nelle aree a rischio, utilizzare repellenti autorizzati e controllare accuratamente il corpo e gli animali domestici al rientro. In aree con trasmissione documentata della TBE, le autorità sanitarie locali valutano l’opportunità della vaccinazione per chi vive o frequenta stabilmente quei territori.
Con il prolungarsi della stagione favorevole alle zecche, la combinazione di informazione sul comportamento corretto dopo un morso e di misure preventive può ridurre in modo significativo i casi gravi: osservare la ferita per 30 giorni rimane un riferimento pratico e concreto per intervenire tempestivamente in caso di sintomi.
