Riforma calcio Pd: più cura ai vivai, meno squadre in A e B e stretta sui procuratori

Redazione

8 Agosto 2026

Il calcio italiano non si è mai trovato in una situazione così critica. L’esclusione dai Mondiali ha fatto emergere con forza problemi che da anni affliggono il sistema. Di fronte a questo scenario, il Partito Democratico ha scelto di agire: a Palazzo Madama è stato depositato un disegno di legge, firmato dal capogruppo Francesco Boccia e sostenuto da tutti i senatori dem. Non promette miracoli, ma mette sul tavolo proposte concrete: regole più rigide, meno squadre in Serie A, investimenti mirati e un’attenzione particolare ai giovani di seconda generazione. Un segnale chiaro, un tentativo deciso di rilanciare un calcio in affanno.

Calcio italiano in affanno: dai vivai ai risultati, manca il salto di qualità

La realtà del calcio nostrano è preoccupante. I vivai e le scuole calcio faticano a far emergere talenti italiani: in Serie A, solo l’1,9% dei minuti giocati dai ragazzi under 21 è affidato a calciatori italiani, un dato che ci mette al penultimo posto in Europa per valorizzazione dei giovani. Su 284 giocatori attivi nella stagione 2025/2026, appena 89 sono italiani e solo 10 sono portieri. Numeri che parlano chiaro.

Questa difficoltà si riflette anche sui palcoscenici internazionali: l’Italia manca i Mondiali per la terza volta di fila , un segnale che il sistema non regge più. Sul fronte finanziario, i club di Serie A sono indebitati per 5,5 miliardi, con perdite annuali da 730 milioni. Tra società escluse dai campionati e penalizzazioni, il mercato dei diritti tv arranca, incapace di competere con Premier League e Liga.

C’è poi un problema di integrazione: mancano nelle squadre giovani di seconda generazione, nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri. Altri sport come pallavolo, basket e atletica sono avanti, mentre in Europa nazionali come la Francia, campione del mondo nel 2018, schierano oltre il 70% di seconde generazioni. Questo squilibrio pesa sulla competitività e sulla rappresentanza del calcio italiano.

La legge del Pd: rilanciare il calcio puntando su giovani, inclusione e stabilità

Di fronte a queste criticità, il Pd propone un intervento legislativo strutturato. Identifica due crisi: una legata ai vivai, all’inclusione e alle scuole calcio; l’altra alla sostenibilità economica e competitività complessiva.

Per i giovani e l’integrazione, il testo punta su investimenti mirati nei settori giovanili maschile e femminile, miglioramento delle infrastrutture locali e inclusione dei minori stranieri. L’obiettivo è formare talenti e costruire un ambiente più aperto alle nuove generazioni.

Sul fronte economico, si chiede certezza delle regole per gli investitori, controlli più rigidi sulle società e standard più alti per gli impianti. Il tutto accompagnato da incentivi fiscali e premi che favoriscano qualità e sostenibilità.

Il disegno di legge affronta anche la lotta alla pirateria audiovisiva e rafforza la tutela contro la dipendenza dal gioco d’azzardo, nodi cruciali nel calcio moderno.

Tre mosse chiave: meno squadre, premi ai vivai e integrazione

Il progetto si basa su tre pilastri. Primo, premi economici per i club che investono e schierano giovani italiani, con un rilancio del Fondo per il professionismo femminile.

Secondo, fondi contro la pirateria audiovisiva per potenziare vivai, infrastrutture e integrazione dei minori stranieri.

Terzo, misure fiscali e regolamentari per una gestione più sana delle società e maggiori tutele per arbitri e procuratori.

Diritti tv e giovani talenti: più risorse per chi punta sui ragazzi

Tra le novità spicca la revisione della “legge Melandri” sui diritti tv. La quota destinata ai giovani tra 15 e 23 anni passa dal 5% al 10%, con parametri più stringenti basati su minuti giocati e convocazioni nelle nazionali. Almeno metà di queste risorse dovrà essere reinvestita nei settori giovanili.

Nasce anche un Fondo alla Presidenza del Consiglio, alimentato con il 70% delle sanzioni per pirateria audiovisiva, pensato per sostenere vivai, infrastrutture e integrazione attraverso lo sport.

Stadi vecchi e pubblici: la spinta per ammodernare

Il ddl punta molto sulle infrastrutture, ricordando che il 93% degli stadi di Serie A è pubblico e ha un’età media di 61 anni. Si guarda ai modelli esteri, dove gli impianti sono più moderni e spesso gestiti diversamente, con vantaggi economici e strutturali.

Per stimolare gli interventi, si prevede un credito d’imposta del 30% sui lavori di ristrutturazione per concessioni di almeno 30 anni.

Inoltre, le società dilettantistiche affiliate FIGC che gestiscono scuole calcio in aree interne o zone economiche speciali saranno esentate dall’imposta sul reddito, per favorire lo sport nei territori meno serviti.

Sport alla portata di tutti: aiuti per famiglie e istruttori

Il testo si occupa anche di abbattere le barriere economiche per l’accesso allo sport. Prevede un voucher per le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro, per coprire parte dei costi di iscrizione e frequenza.

Parallelamente, viene introdotto l’esonero contributivo per i compensi agli istruttori sportivi, a sostegno delle società e associazioni impegnate nella formazione.

Queste misure vogliono rimuovere gli ostacoli che frenano la partecipazione, soprattutto per i giovani di seconda generazione.

Riforma dei campionati: meno squadre e regole più rigide per un calcio più sano

L’articolo 8 impegna la Federcalcio a presentare entro un anno un piano per riformare Serie A e B. Tra le priorità, la riduzione del numero di squadre per migliorare la sostenibilità e l’inasprimento dei requisiti economici e patrimoniali per entrare e restare nei campionati.

Prevista anche una riduzione del 30% dei contributi pensionistici per i giovani formati nei vivai italiani, obbligo di assicurazioni private per infortuni con massimali più alti e tutele più forti per i talenti emergenti.

Procuratori e giustizia federale: regole più severe per trasparenza e tutela

Il ddl mette un limite ai compensi degli agenti sportivi: non possono superare il 5% della retribuzione annua lorda del calciatore, con percentuali inferiori per i minorenni.

È vietato pagare procuratori per contratti inferiori a sei mesi o prestiti sotto una stagione. La Federcalcio dovrà creare un registro pubblico degli agenti.

Si rafforza inoltre l’indipendenza della Procura federale e degli organi giudiziari interni, riconoscendo il professionismo arbitrale con tutele contrattuali adeguate.

Stop alla pubblicità di giochi e scommesse: tutela dei minori al primo posto

Infine, il disegno di legge impone limiti più severi alla pubblicità di giochi e scommesse, vietando ogni forma di comunicazione diretta o indiretta, comprese quelle con testimonial, influencer, partner commerciali, siti e social.

L’obiettivo è frenare la diffusione del gioco d’azzardo, contrastare la dipendenza e proteggere soprattutto i più giovani e le fasce più vulnerabili.

Questo si inserisce nel più ampio sforzo di rafforzare il “decreto dignità” contro i rischi legati al gioco nelle attività sportive.

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