Meloni e Giorgetti al lavoro sul caro carburanti: possibili nuovi tagli alle accise per gli automobilisti

Redazione

27 Luglio 2026

Il prezzo della benzina torna a mordere il portafoglio degli italiani. A luglio, il costo alla pompa ha raggiunto livelli tali da spingere il governo a correre ai ripari. Oggi, 31 luglio 2024, a Palazzo Chigi, il premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia hanno discusso un possibile nuovo taglio delle accise mobili, la leva fiscale più immediata per frenare il caro-carburante.

Le accise mobili, quelle imposte variabili di mese in mese, sono uno strumento che l’Italia ha già utilizzato per calmierare i prezzi. Ma la crisi in Medio Oriente, con il conflitto e le tensioni nello stretto di Hormuz, sta complicando tutto. I dati sulle entrate fiscali di luglio, attesi per l’8 agosto, saranno decisivi: solo da lì si capirà se sarà possibile agire. Nel frattempo, si valuta anche di utilizzare l’extragettito IVA, i guadagni extra delle casse pubbliche dovuti all’inflazione, per finanziare il taglio.

Lo scontro politico si fa duro. Il centrosinistra accusa il governo di aver lasciato le famiglie “appese a un filo”, sottolineando un aumento di 700 milioni di euro di spesa solo tra luglio e agosto. L’ex premier Giuseppe Conte parla di “assenza di interventi” e di un “abbandono”. Ma il dossier carburanti è solo uno dei tanti sul tavolo: sicurezza, giustizia, legge elettorale. Una partita complicata, che il governo non può permettersi di perdere.

Accise mobili: la leva fiscale pronta a scendere in campo contro il caro-carburante

Il governo sta tornando a valutare seriamente il taglio delle accise mobili per cercare di frenare la crescita del prezzo dei carburanti. Questo meccanismo permette di modificare l’imposta sui carburanti senza passare per lunghi iter legislativi, intervenendo così più rapidamente. La scorsa settimana c’è già stato un primo intervento, ma la nuova tensione internazionale rischia di peggiorare le cose, spingendo a un possibile nuovo sconto fiscale.

I dati ufficiali sugli incassi delle accise di luglio, attesi per l’8 agosto, saranno decisivi per capire quanto spazio ci sia per una manovra. Il governo considera di finanziare il taglio con l’extragettito IVA, cioè le maggiori entrate generate dall’aumento generale dei prezzi. Si tratta di un equilibrio delicato: da un lato serve a calmierare i costi per chi fa il pieno, dall’altro bisogna evitare di mettere a rischio i conti pubblici.

Il ministro dell’Economia ha mostrato prudenza, sottolineando che le risorse non sono infinite e che ogni intervento va studiato con attenzione. Nel frattempo, la crisi geopolitica in Medio Oriente e le difficoltà nello stretto di Hormuz – nodo cruciale per l’export del petrolio – restano fattori imprevedibili che continuano a spingere verso l’alto i prezzi.

Caro carburante, scontro politico acceso e accuse all’esecutivo

L’aumento dei prezzi del carburante sta mettendo in fibrillazione il dibattito politico. Il centrosinistra non risparmia critiche al governo, parlando di un aggravio di circa 700 milioni di euro per le famiglie in questi due mesi estivi. Una cifra che mette in luce la crescente pressione sulle tasche degli italiani, già provate dall’inflazione.

I leader dell’opposizione accusano l’esecutivo di essersi “arreso” davanti al caro-carburante e di non avere in tasca soluzioni efficaci per fermare la corsa dei prezzi. L’ex premier Giuseppe Conte ha denunciato l’assenza di misure concrete dopo l’ultimo Consiglio dei ministri, mentre in alcune zone il prezzo della benzina ha superato i 2 euro al litro, erodendo il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.

Lo scontro politico si inserisce in un quadro più ampio, fatto di discussioni sulle strategie per sostenere cittadini e imprese. Il governo punta a un coordinamento tra diversi ministeri e risorse, ma l’opposizione chiede interventi più rapidi e incisivi. A complicare tutto ci sono le incognite sul fronte internazionale e una ripresa economica ancora fragile.

Giustizia e sicurezza: il centrodestra accelera prima della pausa estiva

Mentre il caro-carburante resta al centro delle preoccupazioni, Palazzo Chigi e la maggioranza di centrodestra spostano l’attenzione su temi caldi come sicurezza e giustizia. I partiti della coalizione vogliono “marcare il territorio” su queste questioni, puntando a guadagnare consenso nelle settimane che precedono la pausa estiva e le prossime tornate elettorali.

Tra i dossier più importanti ci sono le nuove norme sulla legittima difesa. La Lega propone una modifica per tutelare meglio chi si difende da reati gravi, limitando al contempo le richieste di risarcimento da parte degli autori di illeciti. Il tema è delicato e coinvolge anche la recente riduzione dell’età imputabile dei minori, che sposta in modo significativo l’onere della prova.

Altro punto cruciale è il decreto sull’immigrazione in discussione al Senato, che dovrà definire le regole per i controlli e la gestione dei flussi migratori, un tema ancora molto divisivo. Il provvedimento interessa anche le norme sulle intercettazioni telefoniche: Fratelli d’Italia potrebbe limitare alcuni emendamenti “estensivi” per arrivare a un testo più compatto e condiviso.

Infine, c’è la legge elettorale. Il governo vuole inserire il meccanismo delle preferenze, spinto anche da Giorgia Meloni, per rafforzare la coesione interna al centrodestra. I tempi sono stretti: gli emendamenti devono essere presentati entro scadenze precise, con l’obiettivo di chiudere prima della pausa estiva e portare al Paese un testo ufficiale.

Energia, voto imminente e le ultime mosse del governo prima delle vacanze

Prima della pausa estiva, il Parlamento dovrà esprimersi su una risoluzione importante che riguarda la flessibilità concessa all’Italia dall’Unione Europea nel campo dell’energia. Questo voto è cruciale per gestire costi e forniture in un momento segnato da tensioni internazionali e dalla necessità di puntare sulla sostenibilità.

Dopo l’estate, il Senato riprenderà l’esame di riforme chiave, tra cui quella del sistema elettorale, che potrebbe cambiare profondamente il modo in cui funzionano le istituzioni e le campagne politiche. Nel frattempo, la premier Meloni dovrebbe lanciare ufficialmente la sua campagna elettorale, scegliendo con ogni probabilità Bari, nel Sud, per un evento che voglia sottolineare la stabilità e la longevità del suo governo, già record nella storia della Repubblica.

Questo fermento politico si traduce in un calendario fitto di appuntamenti e decisioni che avranno un impatto concreto sulla vita di milioni di italiani, sia sul fronte del caro-vita sia su temi istituzionali e legislativi fondamentali. Il governo si muove tra esigenze immediate e strategie a medio termine, con l’attenzione sempre alta da parte delle opposizioni e dell’opinione pubblica.

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