Matteo Salvini ha visitato il cantiere della stazione Pigneto a Roma, ma non si è fermato lì. Tra una battuta e l’altra, ha sganciato due idee che stanno già smuovendo le acque nel 2024. Vuole che le dieci banche più grandi d’Italia versino un contributo straordinario. E punta a far partire i lavori per il ponte sullo Stretto di Messina entro l’anno, anche se le proteste non mancano. Un doppio colpo che promette di accendere il dibattito politico ed economico.
Contributo alle banche: Salvini vuole il 5% degli utili per tre anni
Salvini ha messo sul tavolo una misura chiara: chiedere alle dieci banche più grandi d’Italia un contributo economico legato agli utili, da versare per tre anni di fila. Parla di un prelievo del 5% su un utile complessivo stimato intorno ai 30 miliardi di euro. Tradotto: un’iniezione non da poco nelle casse pubbliche, proveniente dal settore creditizio.
Il ragionamento è semplice. Le grandi banche stanno facendo profitti importanti, e in un momento di difficoltà sociale ed economica, far leva su questi guadagni potrebbe aiutare a finanziare progetti pubblici o interventi sul territorio. Salvini si è rivolto anche alla maggioranza di governo, convinto che questa proposta possa trovare appoggio e diventare una legge.
Un punto importante: restano fuori le banche più piccole o locali. Secondo Salvini, coinvolgerle tutte sarebbe complicato e rischierebbe di danneggiare realtà più piccole e radicate sul territorio. Concentrandosi sulle prime dieci, invece, lo Stato può puntare su istituti più solidi, in grado di sostenere un contributo del genere.
Il modello spagnolo e i numeri che giustificano la proposta
Il ministro ha citato come esempio l’intervento del governo spagnolo di Pedro Sánchez sulle banche nazionali. Pur non condividendo altre politiche dell’esecutivo iberico, Salvini ha preso spunto da quella mossa per giustificare la sua proposta.
Ha poi snocciolato qualche numero: le due maggiori banche italiane hanno fatturato quasi 12 miliardi di utili solo nella prima metà di quest’anno. Se si confermasse questa tendenza, per l’anno intero si supererebbero i 24 miliardi. Da qui l’idea di prelevare un 5% all’anno, un gesto di collaborazione che, secondo Salvini, non metterebbe a rischio la solidità degli istituti.
L’obiettivo è bilanciare: intervenire senza penalizzare troppo il settore bancario, ma senza rinunciare a sfruttare risorse significative. Limitare il contributo alle prime dieci banche serve anche a rendere più semplice e veloce l’applicazione della misura.
Ponte sullo Stretto: via libera tecnico e cantiere in vista
Sul fronte infrastrutture, Salvini ha fatto il punto sul ponte sullo Stretto di Messina. Ha ricordato il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, un organismo di circa cento esperti che ha dato il via libera alla fase progettuale, con alcune prescrizioni da rispettare.
Ora si attende il passaggio al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo , seguito dalla valutazione della Corte dei Conti, che dovrà verificare la sostenibilità finanziaria e legale del progetto prima di dare il via definitiva ai lavori.
Salvini si è detto ottimista: punta a far partire i cantieri entro fine anno. L’avvio dei lavori sarebbe un segnale forte, non solo per un’opera attesa da anni, ma anche per l’occupazione locale, che nelle zone interessate è molto richiesta.
Infine, il ministro ha commentato le proteste contro il progetto. Ha ribadito che manifestare pacificamente è un diritto, ma ha anche messo in guardia da eventuali violenze o danni. Una presa di posizione che riconosce la pluralità delle opinioni, senza però aprire alla tolleranza verso comportamenti illegali.