«L’Italia è più fragile di quanto sembri», afferma senza mezzi termini Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico. Lo racconta con chiarezza, in un’intervista rilasciata a Milano Finanza. Non è solo una questione di numeri: l’economia che una volta dava sicurezza oggi mostra crepe profonde, e il rischio è che queste si allarghino ancora. Dalla delusione del PNRR alla stagnazione della crescita, fino alla pressione insostenibile dei costi energetici e alla difficoltà di far aumentare i redditi, Schlein mette a nudo una realtà che pesa – eccome – sulle spalle degli italiani. Servono risposte concrete, e subito.
Povertà in aumento: famiglie, stipendi, e caro-vita sotto la lente
I dati ufficiali raccontano una situazione che fa paura. La povertà assoluta ha raggiunto il 9,8% delle famiglie, un record che significa milioni di italiani in difficoltà per soddisfare anche i bisogni più essenziali. Non è un caso che il prezzo del carburante, sempre più alto, si rifletta su tutto, facendo salire i prezzi dei beni di prima necessità.
Secondo l’Istat, negli ultimi quattro anni gli stipendi reali sono calati del 9%, mentre nello stesso periodo il costo del cibo è aumentato del 25%. Questo ha colpito duramente il potere d’acquisto delle famiglie, già appesantito da una pressione fiscale che sfiora il 43%, tra le più alte in Europa. Nel frattempo, l’industria ha attraversato una fase di crisi: per tre anni di fila la produzione è scesa, riducendo lavoro e reddito per molti. Tutto questo disegna un quadro economico fragile, con il benessere sociale in netto peggioramento.
Alleati o divisi? La sfida dell’alleanza progressista alle prossime elezioni
Schlein non si limita a parlare di numeri, ma guarda anche alla politica e alle prossime elezioni. “Non possiamo permetterci di presentarci divisi”, è il suo messaggio chiaro. L’alleanza progressista, che già governa molte regioni e comuni con risultati positivi, deve allargarsi, non restringersi. Serve un fronte unito e compatto che proponga ai cittadini un’alternativa seria e credibile.
Da settembre partirà un lavoro per definire il programma politico, non partendo da zero, ma costruendo sulle proposte già condivise nel campo progressista. Il confronto sui dettagli verrà dopo. La priorità, però, è la battaglia parlamentare contro una legge elettorale che, a suo avviso, limita il confronto democratico e premia in modo sproporzionato chi vince la maggioranza. Questo sistema rischia di rafforzare troppo il ruolo del premier, a scapito della rappresentanza e della pluralità politica. Sarà uno dei nodi centrali nella corsa verso le prossime elezioni.