Mario Calabresi ha appena lasciato i suoi incarichi in Chora, Will Media e Cronache di Spogliatoio. Un passo netto, che molti interpretano come l’inizio della sua corsa a sindaco di Milano. L’ex direttore di La Stampa e Repubblica non nasconde l’emozione: un cambio di rotta deciso, spinto da un nuovo slancio personale. Nel frattempo, arrivano i primi sostegni politici importanti: Carlo Calenda e Pina Picierno spingono il centrosinistra a fare squadra attorno a lui. Milano, insomma, potrebbe presto avere un candidato inedito ma ben radicato, con un passato nel giornalismo e un legame profondo con la città.
Addio a Chora, Calabresi apre un nuovo capitolo
Nel pomeriggio dell’annuncio, Calabresi si è lasciato andare a riflessioni sincere sul momento che sta vivendo. Dopo sei anni intensi e oltre quattrocento podcast realizzati, ha deciso di chiudere un capitolo importante della sua carriera. «Scrivere questa frase mi pesa e mi emoziona» ha detto, sottolineando il rapporto speciale con Chora, che ha definito una “terza figlia” e un’“avventura straordinaria”. Ha aggiunto che l’azienda è in buona salute, con un team giovane e pieno di idee, e che ha appena inaugurato una nuova sede sui Navigli, uno dei quartieri più vivi di Milano.
Calabresi ha voluto mettere in luce soprattutto la squadra con cui ha lavorato e la libertà editoriale che ha sempre avuto. Questi elementi, insieme a una visione condivisa con Guido Brera, hanno segnato il periodo appena concluso. Nonostante le dimissioni da direttore e la cessione della sua quota, resterà legato a Chora per alcuni impegni imminenti, come la rassegna “Seietrenta”, alcune puntate di “Altre/Storie americane” e il Festival Future4cities a Torino. Il suo rapporto con l’azienda resta saldo, ma guarda avanti.
La politica chiama: Milano al centro del progetto
Non è la prima volta che Calabresi lascia trapelare un interesse per la politica milanese. Già a fine luglio, durante una festa dell’Unità vicino alla città, aveva risposto chiaramente ai militanti sul suo possibile impegno: «Mi piacerebbe fare la mia parte», ammettendo che la candidatura a sindaco era un’ipotesi concreta.
Il legame con Milano è una costante nella sua vita e carriera. La città non è solo il luogo dove ha portato avanti diversi progetti editoriali, ma anche una fonte di ispirazione e motivazione. Ora, con l’uscita da Chora e uno sguardo rivolto al futuro, il focus è proprio sulla sfida politica. Il passo verso Palazzo Marino potrebbe segnare una svolta radicale, con Calabresi deciso a mettere la sua esperienza giornalistica al servizio di un impegno concreto, pronto a coinvolgere culture, professioni e realtà civiche della metropoli.
I primi sì dal centrosinistra: Calenda e Picierno in campo
Non appena si sono diffuse le voci su una possibile candidatura di Calabresi, sono arrivati i primi endorsement politici di peso. Carlo Calenda e Pina Picierno hanno subito promosso l’ex direttore come “un ottimo candidato riformista” per Milano, chiedendo al centrosinistra di sostenerlo senza tentennamenti. Calenda e Picierno hanno auspicato che Calabresi non debba affrontare primarie divisive, ma venga accolto come una figura in grado di unire e coordinare.
I due leader hanno sottolineato che la candidatura di Calabresi rappresenta un equilibrio tra pragmatismo e visione, qualità essenziali per una città come Milano, che ha bisogno di proposte autorevoli e inclusive. Secondo loro, la sua candidatura dovrebbe coinvolgere non solo la politica ma anche industria, cultura, università, terzo settore e le forze civiche che ogni giorno lavorano per il progresso della città.
In particolare, hanno insistito sul fatto che Milano debba sempre più affermarsi come laboratorio di buona amministrazione, capace di coniugare crescita economica e innovazione con inclusione sociale e benessere diffuso. Questa visione punta a costruire un modello che favorisca l’innovazione senza perdere di vista l’aspetto umano e civico.
Be Water conferma: Calabresi lascia ruoli e quote in società
Be Water, la società che controlla i marchi editoriali Chora, Will Media e Cronache di Spogliatoio, ha diffuso un comunicato per spiegare l’uscita di Calabresi. Il gruppo ha precisato che la decisione è stata presa su richiesta dello stesso giornalista, che vuole dedicarsi ad altro rispetto alle attività editoriali. La scelta è stata condivisa con proprietà e azionisti.
Con effetto immediato, Calabresi ha lasciato tutte le cariche e ceduto la sua partecipazione azionaria, che sarà riacquistata dalla società. Ha anche abbandonato la direzione editoriale di Chora e Will Media. Be Water ha fatto sapere che non nominerà un nuovo direttore: le deleghe affidate a Calabresi saranno distribuite internamente tra i membri del team.
Dietro questa riorganizzazione c’è la volontà di andare avanti senza stravolgimenti, puntando su una gestione collettiva e condivisa. Il messaggio è chiaro: la partenza di Calabresi non indebolirà le attività editoriali, che continueranno a essere portate avanti da un gruppo affiatato e competente. Allo stesso tempo, il suo passo indietro conferma l’intenzione di guardare a un futuro diverso, sempre più vicino alla politica milanese.