UE introduce il codice anti deepfake per combattere foto e video manipolati dall’intelligenza artificiale

Redazione

15 Luglio 2026

“Non è vero che ho detto quelle parole.” È una frase che ormai si sente ripetere sempre più spesso, mentre su internet spuntano video che mostrano volti noti pronunciare frasi mai dette. I deepfake, questi falsi digitali che manipolano immagini e audio, corrono a una velocità impressionante. Ogni giorno ne appare uno nuovo: politici che promuovono investimenti rischiosi, presunti esperti che dispensano consigli sbagliati, personaggi famosi che chiedono aiuto per storie inventate. Nato in India, il fenomeno ha ormai raggiunto anche l’Italia, scatenando preoccupazioni tra le autorità e chiunque naviga online. Nessuno sembra ancora avere la bacchetta magica per fermarli.

Deepfake in crescita: dal laboratorio al web di casa

Nel 2024 la tecnologia deepfake ha fatto un salto enorme. Quel che prima era roba da esperti oggi è a portata di chiunque abbia uno smartphone. Così, milioni di video manipolati invadono il web: volti e voci realistici sovrapposti su filmati veri, ma con contenuti falsi. L’India resta il principale produttore di questi video, ma grazie alle piattaforme online le clip si diffondono in pochi secondi anche in Italia e in tutta Europa.

I video più diffusi riguardano politica, cronaca e finanza. Gente comune può essere ripresa in scene inventate di sana pianta, mentre personaggi noti finiscono coinvolti in situazioni mai successe. Dal 2023 a oggi i casi denunciati sono raddoppiati, dicono le autorità che combattono le frodi digitali. Il vero pericolo sta nella velocità con cui questi video si diffondono e si impiantano nelle convinzioni di chi li guarda, alimentando disinformazione e sfiducia.

Falsi medici e ministri: quando i deepfake mettono a rischio salute e soldi

Tra i casi più comuni ci sono video che mostrano persone, anche pubbliche, in ruoli mai ricoperti. Finti medici che danno consigli sanitari senza alcuna base scientifica possono spingere i più fragili a comportamenti sbagliati, soprattutto in momenti delicati come pandemie o emergenze.

Accanto a questi ci sono video di falsi ministri o esperti economici che propongono investimenti rischiosi o guadagni facili aggirando le regole. Messaggi camuffati da comunicazioni ufficiali sfruttano l’autorevolezza per indurre all’azione senza controlli. E non mancano vip coinvolti in appelli per cause inesistenti.

Il risultato? Danni concreti: soldi persi, fiducia nelle istituzioni compromessa. Le forze dell’ordine stanno intensificando le indagini, ma la tecnologia corre più veloce di ogni controllo.

Le contromisure: istituzioni e aziende al lavoro contro i deepfake

Solo da poco le autorità italiane e internazionali hanno messo in piedi risposte strutturate. Monitoraggi continui e collaborazioni con i social network puntano a fermare i video falsi prima che diventino virali. Ma il numero enorme di contenuti pubblicati ogni giorno rende il lavoro complicato e richiede strumenti sempre più sofisticati.

Parallelamente, alcune aziende sviluppano software capaci di riconoscere i deepfake, scovando dettagli invisibili a occhio nudo. Cresce anche la campagna per educare gli utenti: si spinge a verificare le fonti e a non fidarsi ciecamente di video o messaggi non certificati.

Gli esperti consigliano di diffidare subito da contenuti in cui personaggi famosi o professionisti appaiono in situazioni strane o insolite. Le autorità ribadiscono: nessun video deve diventare prova unica per decisioni importanti, soprattutto in ambiti delicati come salute e finanza.

Il ruolo dei cittadini: l’arma in più contro la disinformazione

La lotta ai deepfake non può prescindere dalla partecipazione di tutti. Serve un occhio critico: non condividere subito contenuti sospetti e segnalare messaggi ingannevoli ai gestori delle piattaforme aiuta a fermare la diffusione.

Nel 2024 la formazione dei cittadini è fondamentale. Scuole, università e media stanno inserendo percorsi per insegnare a riconoscere le manipolazioni digitali e a muoversi con attenzione nel mare di informazioni.

Parlare di deepfake significa anche affrontare nuove forme di criminalità digitale. La sfida è aperta e richiede uno sforzo comune: istituzioni, esperti e cittadini devono fare fronte insieme per proteggere la verità da questi inganni sempre più sofisticati.

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