Rubate le provette di DNA con il segreto della longevità dei sardi

13 persone sono accusate di aver rubato 27mila provette contenenti il Dna degli ostraglini, popolazione sarda considerata tra le più longeve del mondo, dai laboratori Genos di Perdasdefogu. Dopo ben tre anni di indagini, la Procura di Lanusei ha chiesto il rinvio a giudizio per questi 13 indagati. Nel provvedimento compaiono i nomi di amministratori locali, consiglieri di Genos e SharDna, medici e collaboratori, sospettati a vario titolo di avere violato la legge sulla privacy sulla illecita trattazione di dati sensibili, ma anche di furto, peculato e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

Tutto era cominciato nell’agosto del 2016, quando una dipendente della Genos aveva scoperto che alcuni cassetti dei banchi frigo erano stati svuotati. Su 230mila campioni, erano 27mila quelli spariti. Il Dna serviva per uno studio sulla longevità. La procura di Lanusei ha depositato la richiesta di processo che il gup Nicola Clivio esaminerà nell’udienza fissata per il 12 settembre.

Tra gli indagati ci sono il primario della clinica oculistica del San Giovanni di Dio di Cagliari, dove furono ritrovate le provette, il presidente e i consiglieri di amministrazione di Genos e SharDna, amministratori locali, medici e collaboratori, il genetista Mario Pirastu e la sua collaboratrice Simona Vaccargiu. Gli indagati sono accusati di avere violato la legge sulla privacy sulla illecita trattazione di dati sensibili, ma anche di furto, peculato e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

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