Migranti, Meloni risponde a Schlein: “Solo propaganda su Schengen e Patto Migrazione”

Redazione

27 Agosto 2026

«Non è un boomerang, ma una sfida da affrontare insieme». Così Giorgia Meloni ha cercato di mettere ordine nel caos che circonda il dibattito sull’immigrazione in Italia. Tra accuse incrociate e fraintendimenti, la premier ha scelto di entrare nel merito, spiegando che non si tratta solo di numeri o di teorie astratte, ma di una questione concreta, che coinvolge regole europee e impegni internazionali. Ha voluto chiarire, senza giri di parole, che confondere Schengen con il nuovo Patto su Migrazione e Asilo crea solo confusione. Per Meloni, il governo sta lavorando a una riforma necessaria, capace di difendere il Paese e correggere un sistema migratorio che finora, a suo dire, ha penalizzato l’Italia.

Schengen e Patto europeo: due facce spesso confuse

Meloni ha fatto una distinzione netta tra due cose spesso mescolate: l’area Schengen e il Patto europeo su Migrazione e Asilo. Schengen riguarda la libera circolazione in gran parte d’Europa, con regole precise per l’attraversamento delle frontiere interne, ma non si occupa direttamente di asilo o rimpatri. Il Patto, invece, è una norma più recente, presentata nel 2023, che impatta direttamente sulla gestione dei migranti, specialmente per gli Stati in cui entrano per la prima volta, come l’Italia.

Il nuovo Patto cambia il sistema di Dublino, che impone agli Stati di primo ingresso di gestire le procedure di asilo. La novità più importante è che rafforza la protezione per gli Stati più esposti e permette maggiore flessibilità nella distribuzione dei migranti tra gli altri Paesi UE. L’Italia punta, sulla base di queste regole, al principio del “Paese Terzo sicuro”, che mira ad accelerare i rimpatri obbligatori verso nazioni ritenute adeguate, così da alleggerire la pressione sulle strutture italiane.

Queste norme non vogliono solo migliorare il sistema europeo, ma anche coinvolgere tutti i Paesi in una gestione più equa dell’immigrazione, togliendo un peso che finora è ricaduto quasi tutto sulle frontiere del Sud. La linea di Meloni è chiara: questo Patto rappresenta una svolta e una risposta concreta a problemi che si trascinano da anni, alimentando tensioni sociali e politiche.

L’Italia dice no a 80mila richieste di trasferimento di migranti: la posizione del governo

Uno dei punti più caldi riguarda come l’Italia ha risposto alle richieste di trasferimento di migranti da altri Paesi UE. Meloni ha detto che il governo ha detto no a circa 80mila domande da inizio 2023, respingendo così molte richieste di accoglienza in favore di altri Stati. Secondo lei, cedere a tutte queste richieste avrebbe solo messo in ginocchio il sistema nazionale già sotto pressione.

La ragione ufficiale è che il sistema italiano è sottodimensionato rispetto ai flussi migratori e non può permettersi un’accoglienza troppo aperta, soprattutto se spinta da altri governi europei. Meloni suggerisce che un esecutivo di sinistra avrebbe probabilmente accolto tutto, aggravando la situazione.

Questo atteggiamento però solleva dubbi sulla solidarietà europea e mette l’Italia su una posizione più dura rispetto al passato. Il governo vuole evitare di passare per passivo, sottolineando invece un ruolo attivo nel proporre un modello di accoglienza più sostenibile e controllato.

Immigrazione irregolare: la priorità è fermare gli arrivi

Per l’esecutivo italiano, la priorità numero uno è fermare l’immigrazione irregolare. Non basta decidere come distribuire i migranti tra i Paesi; bisogna ridurre concretamente gli arrivi, intervenendo prima che i migranti raggiungano le coste europee.

L’Italia punta a rafforzare il controllo delle frontiere esterne dell’UE, per intercettare meglio i flussi. Vuole anche stringere i rapporti con i Paesi di origine e di transito, per bloccare le rotte migratorie prima che partano. Un altro fronte importante è la lotta contro i trafficanti di esseri umani, ritenuti responsabili di gran parte delle migrazioni irregolari.

Il governo ha annunciato anche un’accelerazione dei rimpatri, da attuare in modo più rapido e sistematico. Secondo l’esecutivo, questi rimpatri sono fondamentali per scoraggiare viaggi pericolosi e alleggerire la pressione sulle strutture di accoglienza.

Nel complesso, la strategia punta a un mix di sicurezza, prevenzione e gestione efficiente, senza limitarsi a questioni burocratiche o redistributive.

Questa linea si inserisce in un contesto europeo dove la migrazione è un tema centrale per molti governi, che cercano un equilibrio tra solidarietà, responsabilità condivisa e tutela delle frontiere. Al momento, l’Italia sembra decisa a non mollare su queste misure, viste come essenziali per la stabilità del Paese e dell’Europa intera.

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