Badante brasiliana multata a Udine per topless: “In Italia troppa ipocrisia”

Redazione

30 Giugno 2026

Quel pomeriggio di giugno a Cividale del Friuli sembrava destinato alla calma. Maria José Bordalo Nunes, badante portoghese trapiantata a Udine da oltre trent’anni, si era stesa sulle rive del fiume Natisone, indossando soltanto un perizoma nero. Scelta semplice, quasi naturale, sotto l’ombra del Ponte del Diavolo, luogo caro a molti per la sua bellezza e tranquillità. Ma la polizia locale ha rotto quella quiete con una multa per “abbigliamento indecoroso”. È bastato poco, quel 4 giugno 2021, per scatenare un acceso dibattito tra i cittadini.

Multa a Cividale: cosa è successo davvero

Maria José era proprio sul greto del fiume, un’area molto frequentata da residenti e turisti nei fine settimana d’estate. Il costume molto ridotto non è passato inosservato, soprattutto perché si trovava in un luogo pubblico e storico. Il Ponte del Diavolo è un simbolo di Cividale, meta di passeggiate e visite. La vista di una donna quasi nuda lì ha spinto qualcuno a chiamare le forze dell’ordine, che sono arrivate sul posto per controllare.

L’articolo 657 del Codice Penale punisce chi compie “atti contrari alla pubblica decenza”, una norma che in alcune zone viene interpretata in modo molto rigido. Gli agenti hanno accusato Maria José di non rispettare le regole del decoro pubblico, sottolineando che un abbigliamento così minimo poteva disturbare chi passava, famiglie comprese. Per questo le hanno fatto la multa, il cui importo dipende dalla gravità e dalle circostanze del caso.

Le reazioni non si sono fatte attendere: c’è chi ha difeso la necessità di mantenere il decoro pubblico e chi invece ha preso le difese della libertà personale, sostenendo che stare al sole in costume non dovrebbe essere un problema. Sui social è scoppiato il dibattito, mentre gli esperti di diritto hanno ricordato le leggi in vigore e come vengono applicate in certe realtà locali.

Chi è Maria José Bordalo Nunes

Maria José è una donna portoghese che vive in Italia da più di trenta anni, dove lavora come badante a Udine. La sua giornata è spesso faticosa, dedicata alla cura degli anziani con impegno e costanza. La decisione di prendersi qualche ora di relax sulle rive del Natisone è stata una pausa meritata dopo un giorno di lavoro.

Da immigrata integrata nella comunità locale, Maria José ha affrontato e superato molte differenze culturali. Essere multata mentre cercava solo un momento di libertà e normalità non è stato facile per lei. Ha ribadito più volte che non voleva offendere nessuno, ma semplicemente godersi il sole e la natura.

Questa vicenda fa riflettere sulle difficoltà che spesso incontrano i lavoratori stranieri in Italia, soggetti a regole locali che possono variare molto e a giudizi personali su comportamenti privati. Maria José è una storia di integrazione ma anche un esempio di come possano nascere conflitti tra culture diverse e regolamenti amministrativi locali.

Lo scontro sul decoro e la libertà personale

Il caso di Cividale ha acceso un confronto acceso sul confine tra libertà individuale e rispetto delle regole sociali negli spazi pubblici. Molti cittadini e associazioni hanno preso posizione a favore di Maria José, sostenendo che prendere il sole in perizoma, in un ambiente naturale all’aperto, non dovrebbe essere visto come qualcosa di indecoroso o offensivo.

Dall’altra parte, rappresentanti delle istituzioni e membri della comunità locale hanno ribadito l’importanza di mantenere il decoro, soprattutto in un luogo turistico e culturalmente importante come il Ponte del Diavolo. La vicenda è finita anche sui media regionali, che hanno raccontato diversi punti di vista, segno di una società che fatica a trovare un equilibrio tra tradizione e modernità.

Gli esperti legali hanno spiegato che le norme sul decoro pubblico sono spesso soggette a interpretazioni diverse a seconda del contesto. In alcune zone d’Italia le multe per abbigliamento considerato “osceno” sono frequenti, mentre altrove si tende ad essere più tolleranti. Questo crea un quadro non uniforme, che può confondere e mettere in difficoltà i cittadini.

La storia di Maria José ha fatto emergere anche temi legati alla libertà di espressione attraverso il modo di vestirsi e al diritto di usufruire degli spazi pubblici senza pregiudizi o restrizioni arbitrarie. Nel suo caso, la multa ha sollevato dubbi sulla proporzionalità della sanzione rispetto a quanto accaduto, alimentando un dibattito che in Friuli e non solo resta ancora acceso.

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